Quando si firma un contratto di compravendita immobiliare è fondamentale leggere con attenzione ogni clausola. Nei moduli predisposti da agenzie immobiliari, imprese o altri professionisti possono infatti comparire condizioni particolarmente gravose per una delle parti. In alcuni casi si può parlare di clausole vessatorie. Ma cosa sono esattamente? Quando una clausola può essere considerata vessatoria e, soprattutto, cosa si può fare per eliminarla o farne dichiarare l'inefficacia? La risposta dipende innanzitutto dal tipo di contratto e dai soggetti che lo hanno sottoscritto. La disciplina, infatti, cambia se la compravendita avviene tra privati oppure tra un professionista e un consumatore.
Cosa sono le clausole vessatorie
In termini generali, una clausola vessatoria è una previsione contrattuale che può determinare un significativo squilibrio nei diritti e negli obblighi delle parti a danno di una di esse. Non significa, però, che qualsiasi condizione economicamente svantaggiosa sia automaticamente vessatoria.
Il controllo del patrimonio immobiliare italiano entra in una nuova fase. L’Agenzia delle Entrate sta rafforzando le attività di verifica sugli immobili che potrebbero non essere correttamente registrati negli archivi catastali, utilizzando anche strumenti tecnologici avanzati come immagini aeree, cartografie digitali e intelligenza artificiale.
Sono circa 20mila le comunicazioni di compliance catastale già inviate o in fase di invio ai proprietari di edifici o parti di fabbricati che, sulla base delle verifiche effettuate, potrebbero presentare anomalie rispetto ai dati presenti in Catasto.
La campagna di controllo dovrebbe proseguire fino al completamento delle attività previste entro la fine del 2026.
Controlli catastali sempre più tecnologici
L'iniziativa si inserisce nel più ampio programma di ricognizione del patrimonio immobiliare italiano. L'obiettivo dell'Agenzia delle Entrate è confrontare ciò che risulta dalle banche dati catastali con la situazione effettivamente presente sul territorio.
Ville, villette, case singole e rustici continuano a occupare uno spazio importante nelle scelte di chi cerca casa in Italia. Nel 2025 le soluzioni indipendenti e semindipendenti hanno rappresentato il 21,6% delle compravendite residenziali, confermando un interesse che, dopo la pandemia, sembra essersi consolidato.
La ricerca di una casa con più spazio, maggiore privacy e uno spazio esterno privato sembra quindi essere diventata una componente stabile della domanda immobiliare italiana.
Case indipendenti: quali sono le metrature più richieste
Chi acquista una soluzione indipendente tende a orientarsi verso abitazioni di dimensioni medio-grandi.
Nel 2025 la fascia più compravenduta è quella compresa tra 101 e 150 metri quadrati, che rappresenta quasi il 28% delle transazioni. Seguono le abitazioni con una superficie compresa tra 151 e 200 mq, con una quota del 23,3%.
Un locale commerciale può diventare un’abitazione di meno di 28 mq? Secondo il TAR Liguria sì, anche quando si tratta di un immobile originariamente non residenziale, purché siano rispettati i requisiti previsti dal Decreto Salva Casa.
La trasformazione di un locale commerciale in abitazione sotto i 28 mq può essere possibile grazie alle deroghe introdotte dal Decreto Salva Casa.
A chiarirlo è il TAR Liguria con la sentenza n. 1066/2026, che ha esaminato il caso di un locale commerciale di circa 25 mq destinato a diventare un monolocale.
Il Tribunale ha ritenuto applicabile la disciplina prevista dall’articolo 24 del DPR 380/2001, Testo Unico dell’Edilizia, modificato dal DL 69/2024, anche nel caso di un immobile precedentemente destinato a uso commerciale.
Acquistare una casa è una delle decisioni economiche più importanti. Proprio per questo, conoscere i diritti dell’acquirente prima del rogito è fondamentale per evitare sorprese, verificare che l’immobile sia regolare e arrivare alla firma dell’atto definitivo con tutte le necessarie garanzie. Prima del rogito notarile, il compratore può effettuare una serie di controlli sulla situazione urbanistica, catastale, ipotecaria e condominiale dell’immobile. Può inoltre chiedere di esaminare la documentazione necessaria, verificare gli obblighi assunti dal venditore nel preliminare e, quando emergono problemi, adottare gli strumenti previsti dalla legge e dal contratto. Vediamo quali sono i principali diritti del compratore di una casa prima del rogito, quali documenti controllare e cosa fare se emergono irregolarità.
Buying a home is one of the most important financial decisions a person can make. For this very reason, knowing the buyer’s rights before completion is essential to avoid surprises, verify that the property is legally compliant, and reach the signing of the final deed with all the necessary safeguards in place.
Before the notarial completion, the buyer can carry out a series of checks concerning the property’s planning and building status, cadastral records, mortgages and other encumbrances, and condominium matters. The buyer can also request to examine the necessary documentation, verify the obligations undertaken by the seller in the preliminary agreement and, when problems arise, make use of the remedies provided by law and by the contract.
Let’s look at the main rights of a home buyer before completion, which documents should be checked, and what to do if irregularities are discovered.
Quando si mette sul mercato una casa in classe G, occorre considerare una potenziale svalutazione fino al 25% rispetto agli immobili più efficienti e tempi di vendita prolungati che possono toccare gli 8 mesi. Per ridurre l'impatto della Direttiva UE Case Green e massimizzare il profitto, vendere casa con classe energetica G richiede una pianificazione attenta a partire dai documenti obbligatori. È indispensabile dotarsi fin da subito di un APE valido, redatto da un tecnico abilitato e necessario sia per la pubblicazione dell'annuncio sia per il rogito. Prima della vendita si possono valutare interventi di riqualificazione mirati - come cappotto termico, nuovi infissi o pompa di calore - per far saltare di classe l'immobile e renderlo più appetibile.
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Hai una quota di nuda proprietà acquistata con le agevolazioni prima casa? Scopri cosa cambia dopo la Cassazione e quando rischi di perdere i benefici fiscali.
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Molti acquirenti pensano che possedere una piccola quota di un immobile, ad esempio l'1% della nuda proprietà, non incida sulla possibilità di acquistare una nuova abitazione con le agevolazioni prima casa. La recente ordinanza n. 19010 del 10 giugno 2026 della Corte di Cassazione chiarisce invece un principio molto importante: anche una quota minima può impedire di ottenere nuovamente il beneficio fiscale, se quella quota è stata acquistata usufruendo delle agevolazioni prima casa.


