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mutuiContinua la corsa dei tassi di interesse in Italia e il peggio deve ancora venire. A luglio, infatti, i tassi sui mutui erogati alle famiglie per l'acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (tasso annuale effettivo globale, taeg) si sono collocati al 2,45%, in accelerazione rispetto al 2,37% di giugno, e vicino alla soglia psicologica del 2,5%. Questi gli ultimi dati comunicati dal supplemento "Banche e Moneta" di Banca d'Italia che, per giunta, ancora non risentono degli effetti della politica monetaria restrittiva annunciata l'8 settembre dalla presidente della Bce, Christine Lagarde, con l'obiettivo di contenere l'inflazione che ha superato il 9% nell'Eurozona. All'incremento del taeg di 70 punti base tra il luglio del 2021 e lo stesso mese del 2022 (dall'1,75 al 2,45%) corrisponderà un aumento della rata, ovviamente per chi ha scelto un tasso variabile, di 46 euro al mese ossia 552 euro all'anno, calcola l'Unione nazionale consumatori. A questa somma va aggiunto il rincaro mensile di 52 e dunque annuale di 624 euro, conseguenza del rialzo dei tassi a livello europeo di 0,75 punti percentuali. Insomma, un finanziamento costerà 1.176 euro annui in più agli italiani, denuncia l'Unc. 

Il peggio, quindi, deve ancora venire. Ipotizzando un mutuo da 150mila euro a 25 anni, una delle tipologie più richieste in Italia, la rata mensile passerà dagli attuali 590 euro a 643 euro, con un incremento di +53 euro al mese, +636 euro all'anno, calcola anche il Codacons. Su un mutuo da 200mila euro, sempre a 25 anni, la rata mensile passerà da 787 euro a 858 euro, +71 euro al mese, +852 euro all'anno.

Va peggio a chi ha acceso finanziamenti più pesanti e di più lunga durata: su un mutuo da 250mila euro a 30 anni, la rata mensile sale da 847 euro a 937 euro, con un incremento di +90 euro al mese e un maggior esborso pari a 1.080 euro su base annua, aggiunge il Codacons. "L’incremento del costo dei finanziamenti si aggiunge così al caro-bollette e all'emergenza prezzi, aggravando ulteriormente i conti delle famiglie italiane", commenta il presidente, Carlo Rienzi.

Tassi sui prestiti alle imprese -0,13%

La dinamica complessiva dei tassi di interesse di luglio '22 risulta comunque diversificata. Il rialzo dei tassi sulle nuove erogazioni di credito al consumo si limita al +0,14% sul mese precedente mentre i tassi passivi sul complesso dei depositi sono rimasti sostanzialmente invariati (dallo 0,31% allo 0,32%). Gli interessi sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono invece scesi dello 0,13%, arrivando all’1,31%. 

In crescita la domanda di prestiti

A luglio positivo anche l'andamento degli impieghi. Nel complesso i prestiti al settore privato sono cresciuti a luglio del 3,9% sui dodici mesi, accelerando rispetto al 3,2% di giugno. Entrando nel dettaglio, i finanziamenti alle famiglie sono aumentati del 4% sui dodici mesi (4,1% a giugno), mentre quelli alle società non finanziarie sono cresciuti del 3,7% (+1,1% sul mese precedente). Nondimeno i depositi privati sono cresciuti su base annua del 3,5% (+0,5% su giugno) mentre la raccolta obbligazionaria si è ridotta dell'8,7% (-1,6% mensile).



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