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23/03/2022 - Con la massima portata di ricambio dell’aria (6 o più ricambi-ora), gli impianti di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC), installati in un ambiente chiuso abbattono più dell’80% il rischio di infezione da Sars CoV-2.
 
Lo certifica uno studio condotto dalla Fondazione David Hume in collaborazione con la Regione Marche i cui risultati sono stati presentati ieri, dal professor Luca Ricolfi, presidente della Fondazione Hume e docente di Analisi dei dati all’Università di Torino e dal professor Giorgio Buonanno, docente di Fisica Tecnica Ambientale all’Università di Cassino e alla Queensland University, nel corso di una conferenza stampa con il Presidente Francesco Acquaroli e la Giunta regionale.
 
L’indagine, svolta dal 13 settembre 2021 al 31 gennaio 2022, ha coinvolto 10.441 classi marchigiane, di cui 10.125 senza impianto e 316 con impianto VMC (al momento di inizio dello studio erano 500 le classi con impianti VMC installati).
 
Le Marche sono la prima e l’unica Regione italiana ad aver investito in questa tecnologia di riduzione degli elementi inquinanti nell’aria. Nel febbraio 2021 la Regione ha finanziato un bando per l’acquisto e l’installazione degli impianti VMC nelle aule scolastiche, investendo, in un solo anno, 9 milioni di euro.
 
Le domande pervenute sono state 187, per un totale di 3.027 aule distribuite in 323 scuole marchigiane di ogni ordine e grado che verranno gradualmente dotate di questi impianti. Oltre agli impianti VMC, ha destinato altri 3 milioni di euro per l’acquisto di dispositivi di sanificazione dell’aria.
 
“Lo studio ha evidenziato che l’impatto della VMC - ha affermato il professor Luca Ricolfi - nell’abbattere la carica virale nell’aria, è molto forte e statisticamente significativo, oltre che generalizzato, cioè rilevabile in ogni sotto campione annualizzato (come la base provinciale delle scuole, ordine di scuola e composizione della classe)”.
 
“Ma il risultato più significativo registrato è quello dell’impatto della VMC: maggiore è il ricambio dei volumi dell’all’aria, maggiori sono i risultati della riduzione della contaminazione. Quindi non basta mettere un apparecchio VMC ma occorre collocarne un numero di portata massima adeguata”.
 
“Si è visto poi che le classi più numerose hanno un rischio individuale sensibilmente più alto del 30-40% di contaminazione rispetto a quelle piccole. Il fattore di abbattimento assicurato dalla VMC è paragonabile a quello del vaccino: molto efficace e insostituibile come protezione dalla malattia, ma meno dal punto di vista della trasmissione. In sostanza la VMC, ben fatta, ha una capacità di contenimento della circolazione del virus doppia rispetto al vaccino”.

“Quella portata avanti dalla Regione Marche è un’iniziativa virtuosa a livello nazionale - ha aggiunto il professor Giorgio Buonanno -. La VMC è l’unico modo ingegneristico per ridurre il rischio di contaminazione al chiuso. L’errore commesso nella gestione della pandemia è stata quella di considerare la trasmissione del virus solo legata alla diffusione tramite droplet che non sono altro che grosse particelle che cadono in prossimità delle persone infette, contrastata con distanziamento e lavaggio delle mani. Misure che da sole non funzionano perché esiste un terzo meccanismo, ben più importante, che è quello dell’aerosol (goccioline piccole invisibili). Negli ambienti chiusi è quindi essenziale affidarsi alla ventilazione controllata che assicura risultati migliori”.
 
La VMC, specie se adeguatamente dimensionata (6 o più ricambi-ora), ha una capacità di abbattere il rischio di infezione da Sars-CoV-2 di oltre l’80%. Utilizzandola nelle scuole, si potrebbe ridurre il tasso di incidenza da 250 su 100.000 (soglia di rischio individuata dal Ministero) a 50 su 100.000 con l’abbattimento di massimo di efficacia.
 
“Le Marche hanno voluto essere apripista - ha sottolineato l’assessore all’edilizia scolastica, Francesco Baldelli -: noi andremo a coprire circa il 20% degli studenti delle classi marchigiane con i finanziamenti stabiliti dall’assessorato alle infrastrutture e l’edilizia scolastica della Giunta regionale, ma chiediamo al Governo un investimento in campo nazionale di circa 2 miliardi, l’1% del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per dare sicurezza agli ambienti dove vivono la maggior parte del loro tempo gli studenti e gli operatori scolastici. La scuola ha bisogno di risposte certe perché forma la classe dirigente del domani”.
 
"Questo primo report - commenta l’assessore all’Istruzione Giorgia Latini - conferma che la nostra strategia è giusta, in attesa che anche il Ministero segua l’esempio virtuoso della Regione Marche. Gli impianti di purificazione dell’aria e gli impianti di ventilazione meccanica sono uno strumento per evitare il ritorno in Dad e limitare la diffusione del virus. Ma la loro utilità non si riduce alla gestione pandemica ma ha impatti positivi sulla salute degli studenti dovuti ad allergeni o ad agenti inquinanti”.
 
“Abbiamo investito sull’installazione di impianti di ventilazione meccanica controllata e di sanificazione dell’aria nelle scuole per un totale di 12 milioni di euro. Siamo in uscita con un bando da 1 milione e 800 mila euro per la sanificazione dell’aria nelle aule. Le Marche sono Regione pilota in Italia e vorremmo migliorare l’efficacia del nostro modello. Per questo ho proposto e porterò in giunta la proposta di costituire un Comitato tecnico-scientifico che possa aiutarci a rilevare i risultati delle misure attuate e, soprattutto, a interpretare il tema della salute nelle scuole a 360 gradi, anche considerando il contesto ambientale e il tessuto urbano”.



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