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02/02/2022 - Nuovo capitolo della travagliata storia del Piano Casa in Puglia: nel Consiglio dei Ministri di lunedì scorso, il Governo ha impugnato la Legge Regionale 38 del 30 novembre 2021 che ha prorogato fino alla fine del 2022 la possibilità di ampliare le volumetrie degli edifici.
 
Secondo Palazzo Chigi, “talune disposizioni in materia di tutela del paesaggio, ponendosi in contrasto con la normativa statale ed europea, violano gli articoli 3, 9, 97, 117, primo comma, secondo comma, lett. s), e terzo comma della Costituzione, nonché il principio di leale collaborazione”.
 
Eppure, l'anno scorso c'era stato un confronto sui punti controversi della LR 35 del 30 dicembre 2020 - cioè sulle misure in contrasto con il Piano paesaggistico che erano finite sotto la lente del Ministero dei Beni Culturali - al termine del quale la Regione, con la LR 3 del 24 marzo 2021, aveva corretto il testo della LR 35/2020 eliminando la possibilità di derogare ai vincoli paesaggistici e scongiurando le ipotesi di incostituzionalità.
 
Dopo un anno dalla LR 35/2020, la Regione Puglia ha emanato la LR 38/2021 che proroga per un anno ancora il Piano Casa.
 
Su questa nuova legge i Ministeri della Cultura e delle Infrastrutture hanno puntato i fari e il Ministro per gli affari regionali e le autonomie ha deciso di impugnarla. Ma per quali motivi, visto che i profili di incostituzionalità erano stati eliminati con la LR 3/2021?

Leggendo il testo dell’impugnativa, si scopre che le misure che si ponevano in contrasto con il Piano paesaggistico, eliminate dalla LR 35/2020 per mezzo della LR 3/2021, sono state riproposte con la LR 39 del 30 novembre 2021, cioè con una legge approvata lo stesso giorno della LR 38/2021 che ha prorogato il Piano Casa.
 
Nella LR 39/2021 - anch'essa impugnata lunedì scorso - si legge che “sono consentiti, previa deliberazione del Consiglio comunale, gli interventi previsti” dal Piano Casa “in aree individuate dal Piano paesaggistico territoriale regionale (PPTR)” … “alle condizioni che l’intervento sia conforme alle prescrizioni, indirizzi, misure di salvaguardia e direttive dello stesso PPTR e che siano acquisiti nulla osta, comunque denominati, delle amministrazioni competenti alla tutela paesaggistica”.
 
Questa mossa ha indispettito il Governo, in primo luogo perché la Regione Puglia nel 2015 ha approvato il PPTR in regime di co-pianificazione con il Ministero dei Beni Culturali e con l’impegno ad intervenire congiuntamente, in futuro, sul Piano, escludendo quindi la possibilità di introdurre unilateralmente modifiche o integrazioni.
 
E invece, dopo pochi anni, con la LR 35/2020, la Regione ha unilateralmente introdotto la norma (lettera c-bis del comma 2 dell’art. 6 della Legge 14/2009) per consentire ai Comuni di derogare alle previsioni del piano paesaggistico. L’interlocuzione tra la Regione e il Governo ha portato alla sua cancellazione a marzo 2021. Ma dopo 8 mesi la norma è ricomparsa nella LR 39/2021.

Ma al problema formale della decisione presa a Bari senza consultare il Ministero, si aggiunge la delicatezza del contenuto della legge.
 
La disposizione - si legge nel testo dell’impugnativa - è “volta ad assentire le demo-ricostruzioni previste dal Piano Casa in aree paesaggisticamente vincolate in deroga alle NTA del PPTR del 2015, oltre che al dPR 380/2001”. La norma amplia “la categoria degli interventi di ristrutturazione edilizia, attraendo gli interventi straordinari di demo-ricostruzione del Piano Casa in aree vincolate con modifica di sagoma, sedime, prospetti e aumenti di volumi - diversamente da quanto stabilito dal legislatore statale - nelle ristrutturazioni edilizie, così da non incorrere nel divieto di nuove costruzioni previsto dalle NTA del PTPR in dette aree”.
 
“Detta disposizione, che intende consentire gli interventi straordinari previsti dal piano casa pugliese” - spiega ancora il Governo -, “subordinandoli alla sola deliberazione del Consiglio comunale, in aree individuate dal Piano paesaggistico territoriale regionale (PPTR)”, pur richiedendo la conformità al PPTR, “non fa che confermare, in una lettura sistematica con le norme in esame, cui è strettamente collegata, l’ampliamento della portata del piano casa oggetto della presente impugnativa”.
 
“Con tale disposizione, la Regione Puglia consente ancora una volta ai Comuni di applicare il piano casa in deroga alle prescrizioni del piano paesaggistico regionale, nonostante l’avvenuta abrogazione della precedente disposizione costituzionalmente illegittima, contenuta nell’art. 6, comma 2, lettera c-bis) della legge regionale 14/2009”.
 
Insomma, una norma già censurata è stata riproposta. Non era difficile prevedere che sarebbe stata nuovamente impugnata.

Assessora Maraschio: ‘adesso si volti pagina’

“La decisione del governo di impugnare la proroga del Piano Casa richiede un cambio di passo in materia di urbanistica”. Questo il commento dell’assessora all’Ambiente e urbanistica della Regione Puglia, Anna Grazia Maraschio. “Il regime di proroga della norma lascia spazio a troppi dubbi, anche dal punto di vista legislativo, che la Puglia non può permettersi. Per questo adesso è necessario e urgente voltare pagina”.
 
“È necessario e urgente costruire una norma, su cui sono personalmente impegnata da mesi, che dia riferimenti certi ai comuni, agli imprenditori e ai cittadini. E soprattutto, una norma capace da un lato di tutelare l’immenso patrimonio storico, architettonico e naturalistico della Puglia, e dall’altro di rispondere alle legittime esigenze abitative. Si può fare e lo stiamo facendo, anche con l’aiuto della maggioranza” - ha concluso l’assessora.
 
Dal Consiglio regionale pugliese sono arrivate invece contestazioni all’impugnativa del Governo ma anche accuse alla Regione stessa che non riesce ancora a legiferare su un tema così importante.
 
“Finalmente l’Assessore Maraschio, dopo l’ennesimo intervento del Governo, si rende conto della necessità di una revisione organica di tutta la materia urbanistica nella nostra regione come noi di Fratelli d’Italia sosteniamo da sempre” - ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo.
 
“La Regione Puglia, a causa dell’assenza di programmazione di chi guida il settore in Giunta - hanno commentato i consiglieri di Forza Italia Stefano Lacatena, Giandiego Gatta, Paride Mazzotta e Vito De Palma -, è diventata un interlocutore inaffidabile per il governo. Di qui, il cortocircuito: non c’è stato dialogo istituzionale e le dichiarazioni dell’assessore sono incredibili e paradossali”.
 
Per il capogruppo della Lega, Davide Bellomo, “la legge nazionale istitutiva del ‘Piano Casa’ e la Conferenza Stato Regioni non hanno escluso drasticamente l’applicazione della norma per le aree sottoposte a vincolo paesaggistico, ma solo nel caso di abusi edilizi già realizzati, centri storici e zone a inedificabilità assoluta. Una giusta tutela, in grado di salvaguardare una pluralità di interessi ugualmente importanti, eliminando al contempo dal paesaggio tante situazioni di degrado. Impedire la proroga a tutto il 2022 è quindi un atto scriteriato”.
 
L’impugnativa del Governo - afferma il Consigliere del M5S, Cristian Casili - “non deve sorprenderci. È necessario un intervento organico e strutturale, di cui si parla da troppo tempo e che non possiamo più rimandare. Le continue proroghe hanno contribuito a cristallizzare un assetto in deroga che va superato per far sì che il Piano Casa trovi applicazione nel rispetto della normativa nazionale e dei principi posti a fondamento della pianificazione urbanistica”.



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